CHE COSA CI SARA’?

Più avanti, in fondo alla strada,

che cosa ci sarà?

Passi affrettati, immondizia

un inciampo, un cane randagio

una donna che porta

da mangiare ai piccioni,

l’aria bella della mattina

che non abbiamo il tempo di apprezzare.

Più avanti, in fondo alla giornata,

che cosa ci sarà?

Un dolore in sospeso, un invito inatteso

telefonate, ricordi,

un antico prurito che torna a farsi sentire,

la mano che si trattiene dal fare una carezza,

sorrisi da far fiorire sui volti di chi amiamo.

IL TEMPO

Il tempo,

qualche volta,

va per me.

Mi dilata

benevolo

i minuti,

scorre come

una musica

e io,

aggraziata,

danzo.

Più spesso

invece

mi è nemico,

comprime

giorni e mesi

e io,

scomposta,

arranco.


Poi

a tradimento,

quando

sto distratta,

squarcia

il mio cielo,

interrompendo

l’ordine

e l’affanno,

mi lascia

a terra

senza fiato,

piango.


Il tempo

per natura

va per se.

VIGILIA DI NATALE

Accolta in cucina
dagli effluvi
del baccalà in ammollo
affondo il naso
nel caffè e gli occhi
nella nebbia sul Vesuvio.

Ballerò ai fornelli
per tutta la giornata
risponderò al telefono
maledirò la cervicale
e le dimenticanze.

Ringrazierò
per il sole il giornale
il lavoro condiviso
il sorriso di chi si siede
a tavola con me.

Dirò buona vigilia
buon Natale
quanto ho mangiato
si sta bene insieme.

E un alito
un pensiero
una carezza
scioglierò in memoria
di chi non ci sta più.
 

SCRIVO

Per trattenere l’odore della strada.

Per le nuvole quando sono rosa.

Per le rughe scoperte nel tempo dell’ascensore.

Per l’ozio che mi libera i pensieri.

Per essere sola e con piacere.

Per non vedere la tivù.

Per non essermi schiantata di fatica.

Per la domenica col sole.

Per giustificare un’altra sigaretta.

Per ravvivare i ricordi.

Per ascoltarmi.

Per tutto questo scrivo

e poi per te.

ABBRACCIO

Abbiamo bisogno di mani calde anche senza guanti

e di tratti di asfalto liscio,

carezza e non tormento per i passi.

Abbiamo bisogno di far entrare aria e luce nelle stanze

della mente

e di sapori antichi che accendono ricordi.

Abbiamo bisogno di gesti, di parole, di sorrisi

da chi non conosciamo,

e di ruvida sincerità e conforto dagli amici.

Abbiamo bisogno d’immaginare il mare in fondo alla salita

e coltivare sogni come piante,

gioielli da indossare non solo quando è festa.

Abbiamo bisogno di litigare e fare pace,

di un bicchiere, di un brindisi,

di un sorso che scende morbido in gola

e di un abbraccio per ricominciare.

Flowers (acquerello di Pasquale Rossi)

CONOSCO

Conosco i segreti dell’alba
l’ostinazione di un geranio d’agosto
il silenzio mortificato delle foglie cadute.
Conosco il bucato in attesa del sole
il campanello del gatto che esplora l’orto
l’odore dello zampirone che fuma quieto.
Conosco la voracità delle galline per il pane raffermo
il brontolio della lavatrice prima della centrifuga
il disappunto per il caffè già terminato.
Conosco la dolcezza delle brioscine al burro
la prospettiva di una giornata al mare
l’affronto del portone sbattuto da chi invece va al lavoro.
Conosco i numeri di un sogno da giocare
il disordine della casa scomoda
il respiro dei figli al primo sonno.
Conosco questi e altri segreti
e li so raccontare
ma non conosco mai abbastanza me.

Procida, geranio d’agosto